In principio c’erano gli indiani e i cowboy. Una manciata di soldatini e il pavimento si trasforma nelle lande desolate del Texas. Tu scegli da che parte stanno i buoni e i cattivi.  

Io sceglievo sempre di stare dalla parte degli indiani. Odiavo i film con i pellerossa sanguinari e selvaggi; i miei universi improvvisati sul pavimento si ispiravano invece agli spaghetti western che vedevo in tv con mio padre, e alle storie di Tex. Lì i giusti, gli emarginati, gli imperfetti, i crudeli, stavano tutti dalla stessa parte. Giorno dopo giorno si alternavano finali truci o comici, e poi compromessi, guerre, strane combinazioni sessuali: il capo indiano sposava lo sceriffo, e fino al giorno dopo, pace era fatta. 

Poi i giocattoli finiscono in garage e smetti di costruire le tue storie. Ora vuoi che siano gli altri a raccontarti qualcosa sul mondo che impari a conoscere. Ti lasci attraversare come una cozza, e inizi ad accumulare personaggi, luoghi, azioni; il pomeriggio dopo pranzo aspetti le puntate dei Simpson; il sabato, le sale di un cinema diventano il tempo e lo spazio giusto per essere felici.   

I film ti ricordano la tua materia preferita a scuola: la storia. La tua professoressa non è una grande storyteller (puoi dirlo dagli sguardi dei tuoi compagni di classe), ma non importa; che si tratti di immagini, romanzi, film o chissà che, tu ti lasci impressionare, e cerchi la contraddizione presente in ogni racconto. Anche la nonna può essere una buona fonte, nonostante racconti spesso la stessa storia.         

È la fase in cui ti chiudi a guardare film e leggere libri; l’estate è il momento preferito perché puoi leggere quanto vuoi e la notte passano i filmoni su Rete4. Sei felice in quella bolla. A breve scoprirai internet e capirai che anche una pagina di Wikipedia sui Chihuahua o il più stupido dei social network sanno scandalizzarti. Credevi di aver già sentito tutto, ma ci sono ancora milioni di racconti che non conosci. Ad esempio, lo sapevi tu che gli eschimesi lasciano i vecchi in punto di morte alla deriva su un iceberg?

Fai una lunga lista di film e libri capolavoro e inizi a consumarli uno dopo l’altro. Nel frattempo, scrivi ogni giorno sui tuoi taccuini e riinizi a raccontare storie. Stavolta non lo fai per gioco; è una necessità: le racconti per piacere alle ragazze e ai tuoi amici; a tua madre devi dirle, altrimenti ti assilla; a te stesso, necessariamente, sennò non hai voglia di alzarti dal letto. Quel mondo però non è il tuo; è quello reale, e rischi di farti assorbire da una trama che ti vuole protagonista sfigato. Possono essere una ragazza o degli amici stronzi, e subito ti senti vittima del tuo racconto.    

I film da vedere e i libri da leggere aumentano vertiginosamente, ma tu procedi con calma; sei stanco di essere schiavo delle storie degli altri: ora vuoi creare il tuo mondo. Vuoi un equivalente dei soldatini di un tempo, e lo trovi nei mondi di cui scrivi.       

Se i tuoi amici ridono quando racconti le tue storie assurde, forse potrebbero piacere anche ad altri. Così ci provi: studi cinema all’università, inizi a scrivere sceneggiature, racconti, articoli. Ma non perché pensi che questa sia l'unica strada da seguire: lo fai per dimostrare a te stesso e al mondo, che quello hai scelto per il resto della vita.             

Hai scommesso su di te e ora devi crederci. Come in un pitch, se vuoi vendere la tua storia a qualcuno, devi prima convincere te stesso.         

Ora torni a giocare, come un tempo. Stavolta davanti non hai pavimento, ma la carta. Con te, gli stessi principi di sempre: per ogni cowboy c’è un indiano e il suo punto di vista; per ogni storia, milioni di interpretazioni e possibilità inespresse; di ogni racconto, ciò che importa non è il fatto, ma il mistero che lo pervade; l’incertezza. Questa sarà la tua religione e tu continuerai a seguire le regole che hai imparato nel tempo dai tuoi maestri: Calvino, Kaufman, Flaiano, Carver, Scola… Molti sono morti, ma tutt’insieme affollano, con mille altre forme e fantasmi, il personalissimo mondo immaginario che hai deciso di raccontare.

marcomammarella95@gmail.com

+39 334 35 56 061

 
This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now